martedì 28 aprile 2009

L'ONDA

Titolo originale: Die walle
Nazione: Germania
Anno: 2008
Genere: drammatico
Durata: 1h41m
Regia: Dennis Gansel
Sceneggiatura: Dennis Gansel, Peter Thorwarth
Fotografia: Torsten Breuer
Musiche: Heiko Maile
Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Jennifer Ulrich, Max Riemelt, Christiane Paul, Elyas M’Barek, Cristina Do Rego, Maximilian Mauff, Ferdinand Schmidt-Modrow, Jacob Matschenz, Maximilian Vollmar, Tim Oliver Schultz


Trama
Rainer Wenger, professore in un liceo tedesco, è amato dai suoi studenti per il suo look giovanile e per le sue idee anticonformiste. Per la “settimana a tema” indetta dalla scuola perde il tema a lui caro, l’anarchia, ritrovandosi così obbligato a ripiegare sull’autocrazia. Durante il primo giorno di lezione, si rende conto che i suoi alunni sono convinti che nella società moderna sia impossibile la nascita e la diffusione di un movimento totalitarista ed oppressivo come quello Nazista. Wenger decide così di fare un esperimento: comincia costringendo i ragazzi ad una rigida disciplina, crea un gruppo chiamato “L’onda”, con un’uniforme ufficiale, una camicia bianca. Solo dopo due giorni scopre con grande sorpresa non solo si mostrano entusiasti dell’esperimento ma iniziano ad estendere il gruppo ad altri ragazzi che non fanno parte della classe. Pian piano però inizia a perdere il controllo della situazione.

Recensione
Nel 1967, a Palo Alto, in California (Stati Uniti), il prof. Ron Jones realizzò assieme ad una classe di scuola superiore un esperimento, “The third wave” (“La terza onda”). Dopo soli cinque giorni dovette sospendere il test a causa del pericoloso atteggiamento assunto da alcuni alunni che facevano parte del gruppo di studio. Da questa storia vera fu scritto un libro dopo anni ne è stato fatto un film, “L’onda”. Dagli Stati Uniti si trasloca in Germania, dove il Nazismo è maggiormente sentito dai ragazzi come una colpa della passata generazione. La Germania dunque dovrebbe essere il luogo dove è più difficile che una corrente politica dittatoriale possa trovare nuova linfa, a parte alcuni gruppi neonazisti formati dai famigerati naziskin.
“L’onda” è un film che non eccelle dal punto di vista registico (in molti punti sembra una fiction per la TV), ma la sceneggiatura è interessante: tanti sono gli spunti di riflessione offerti da una storia che potrebbe essere tragicamente attuale. Il Nazismo si sviluppò infatti durante un periodo storico in cui un regime pacifico liberale e democratico iniziava a palesare la sua struttura instabile, con una classe politica incapace di trovare accordi su importanti temi di natura sociale. La situazione poi era resa ancor più grave da profondi problemi economici con un aumento spropositato dell’inflazione che portò anche le classi più agiate a ritrovarsi di colpo in regime di povertà, in particolar modo durante la Grande Depressione del 1930. La società si trovò dunque disgregata e senza ideali. Facile dunque che questa condizione sociale diventasse terreno fertile per il partito nazionalsocialista di Adolf Hitler, che sorse con ideali basati sulla famiglia, l’amore patrio e sul senso di appartenenza ad un unico ideale nazionalista.
“L’onda” è dunque la storia di Rainer Wenger, giovane professore molto vicino alle idee dei suoi studenti. La domanda che egli pone è semplice: “E’ possibile che nella società moderna possa nascere un partito autarchico come quello Nazista?”. La risposta risulta essere meno banale di quella data subito da uno degli alunni. Perché come una sorta di ricorso storico, anche la società in cui si trovano i ragazzi è priva di fondamenta stabili: educazione troppo permissiva e senso di frustrazione per un futuro incerto devono essere elementi da non minimizzare. Wenger diventa così, attraverso il suo ruolo di educatore, un führer che getta le basi per la creazione di un gruppo nel quale i singoli si sentono più forti e più tutelati. “L’Onda” annulla le individualità attraverso un unico pensiero collettivo. Se da un lato questo potrebbe far pensare ad una società priva di contrasti, ciò è vero solo nel caso in cui ci si attiene a questo pensiero collettivo, da accettare senza alcuna critica.
Ottima la fotografia asettica attraverso la quale Breuer riesce a descrivere tutti i momenti dello sviluppo dell’Onda, ancor più accresciuto dalla colonna sonora ricca di pezzi hard rock realizzata da Heiko Maile.
“L’onda” è un film che nel bene e nel male deve essere visto per la sua volontà di riportare in evidenza un problema che nella nostra realtà potrebbe ripresentarsi in qualunque momento. Anche se inficiato da una seconda parte che sembra andare troppo nella direzione più ovvia, rimane un film interessante e sicuramente da vedere.

Voto: 7



FONTE

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